Dalle 4 alle 8 del pomeriggio, oggi è il giorno giusto per entrare gratuitamente al MoMA - The Museum of Modern Art. C'è una lunghissima fila, ma fluida e veloce per l'ingresso. La stessa gente però è all'interno e si muove come un serpente su ogni piano dell'edificio, in ogni sala delle mostre in corso, davanti ad ogni opera esposta. Capolavori dell'arte moderna, spesso visti solo sui libri, sono esposti senza apparente protezione, davanti a folle di persone che si fotografano accanto alla zuppa leggendaria, davanti alla bionda icona del nostro secolo, adiacenti a quadri impressionisti...
Una visita merita anche il MoMA Design Store per oggetti e regali da collezione!
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Cupcakes
In America vanno tanto di moda, tutti i locali sono omologati a Cupcakes dolci e salati. Ci hanno consigliato quelli di: Magnolia Bakery e Butter Lane.
Friday, 13 August 2010: Aroma & Shoes
Dopo aver macinato giorni con gambe e piedi gonfi colpiti da un'eritema solare, dopo non aver visto alcuna donna con scarpe con i tacchi, solo flip-flops, scarpe da ginnastica bianche che più bianche non si può e dopo avere fatto un pò di tenerezza ad Angie, ecco che stamattina andiamo dal suo rivenditore di fiducia di scarpe: TIP TOP Shoes, sulla 72sima strada, un negozio a misura d'uomo che vende scarpe tecniche, comode e adatte per camminare con scioltezza e sprint in una città da pedoni come NY. Proviamo sia le NAOT, sia le FitFlop. Scelgo il modello Roma di FitFlop, oggi in saldo a metà prezzo. Le indosso subito, ringrazio la loro Microwobbleboard™ technology e le sento acclamare "Get a workout while you walk"!
Accanto a TIP TOP c'è Aroma, un bellissimo caffè dove ci fermiamo a fare colazione, scoprendo il terrazzo interno al piano superiore (un segreto rivelatoci da Angie). Solo dopo aver risposto alle innumerevoli domande dei cassieri al momento dell'ordine - che continuano sempre a spiazzarci viste tutte le variabili - ordiniamo: un Breakfast ONTHEGO (2 eggs any style with toasted bread, butter & jam > 2 uova 'any style' con pane tostato, burro e marmellata), un Fresh Sandwich Mozzarella (Joe's Dairy mozzarella cheese, tomatoes, basil, balsamic dressing > mozzarella, pomodoro, baisilico e condimento balsamico) e due Small Cappuccino.
Accanto a TIP TOP c'è Aroma, un bellissimo caffè dove ci fermiamo a fare colazione, scoprendo il terrazzo interno al piano superiore (un segreto rivelatoci da Angie). Solo dopo aver risposto alle innumerevoli domande dei cassieri al momento dell'ordine - che continuano sempre a spiazzarci viste tutte le variabili - ordiniamo: un Breakfast ONTHEGO (2 eggs any style with toasted bread, butter & jam > 2 uova 'any style' con pane tostato, burro e marmellata), un Fresh Sandwich Mozzarella (Joe's Dairy mozzarella cheese, tomatoes, basil, balsamic dressing > mozzarella, pomodoro, baisilico e condimento balsamico) e due Small Cappuccino.
- "Select Bread: White, Whole Wheat or Light Grain?"
- "How would you like your eggs?: Omelette, Scambled, Hard Boiled, Sunny Side Up, Over Easy, Over Medium, Over Hard?"
- "Whole or Half?"
- "Extras?"
Times Square & Broadway
Ci incamminiamo nell'adiacente quartiere di Nolita e ci fermiamo a bere una Peroni da Lombardi's.
Poi decidiamo di rivedere Times Square in uno stato di lucidità per verificare se l'effetto del bombardamento da insegne luminose della prima sera era solo dato dal 'fuso'. Ma in realtà, immergersi in un'area edificata da un'architettura multimediale in continuo cambiamento, è così fantastica da far girare la testa. Sì perché è sempre in movimento, ogni istante gli edifici mutano in banche, bibite, abbigliamento, accessori, compagnie telefoniche, apparecchi elettronici, make-up... e scorrono in lungo e largo su tutte le facciate. Tutto brilla a Times Square, anche l'insegna della metropolitana sembra un teatro di Broadway. Il Theater District è una carrellata di musical e gigantografie: Wicked, Memphis, The Addams Family, Promises Promises, Chicago, Come Fly Away, Million Dollar Quartet, Rock of Ages, Blue Man Group, American Idiot, La Cage aux Folles, Jersey Boys, The Lion King, Mary Poppins, The Phantom of the Opera...
V-J Day in Times Square è la famosa fotografia di Alfred Eisenstaedt che ritrae il marinaio statunitense che bacia appassionatamente un’infermiera nel centro di Times Square, subito dopo l’annuncio della resa del Giappone, il Victory over Japan Day il 14 Agosto 1945, evento che esattamente 65 anni fa segnò la fine della Seconda Guerra Mondiale. Oggi quel bacio leggendario è una riproduzione tridimensionale in scala gigantesca, come una statua contemporanea, presso la Military Island, su Broadway tra 43rd e 44th street, davanti a cui tutti si baciano pubblicamente e si ritraggono in posa felici.
Poi decidiamo di rivedere Times Square in uno stato di lucidità per verificare se l'effetto del bombardamento da insegne luminose della prima sera era solo dato dal 'fuso'. Ma in realtà, immergersi in un'area edificata da un'architettura multimediale in continuo cambiamento, è così fantastica da far girare la testa. Sì perché è sempre in movimento, ogni istante gli edifici mutano in banche, bibite, abbigliamento, accessori, compagnie telefoniche, apparecchi elettronici, make-up... e scorrono in lungo e largo su tutte le facciate. Tutto brilla a Times Square, anche l'insegna della metropolitana sembra un teatro di Broadway. Il Theater District è una carrellata di musical e gigantografie: Wicked, Memphis, The Addams Family, Promises Promises, Chicago, Come Fly Away, Million Dollar Quartet, Rock of Ages, Blue Man Group, American Idiot, La Cage aux Folles, Jersey Boys, The Lion King, Mary Poppins, The Phantom of the Opera...
V-J Day in Times Square è la famosa fotografia di Alfred Eisenstaedt che ritrae il marinaio statunitense che bacia appassionatamente un’infermiera nel centro di Times Square, subito dopo l’annuncio della resa del Giappone, il Victory over Japan Day il 14 Agosto 1945, evento che esattamente 65 anni fa segnò la fine della Seconda Guerra Mondiale. Oggi quel bacio leggendario è una riproduzione tridimensionale in scala gigantesca, come una statua contemporanea, presso la Military Island, su Broadway tra 43rd e 44th street, davanti a cui tutti si baciano pubblicamente e si ritraggono in posa felici.
New Museum
Ritorniamo a Manhattan e andiamo al New Museum, nuovo museo di arte contemporanea progettato dallo studio giapponese SANAA (Sejima + Nishizawa) e aperto nel 2007 nel Lower East Side. Fuori è già buio e sulla facciata campeggia la scritta luminosa arcobaleno HELL, YES! di Ugo Rondinone. Entriamo gratuitamente perché è il giorno e l'ora giusta. Saliamo al quinto piano con l'ascensore (le scale sono solo per le uscite d'emergenza): Museum as Hub: The Bidoun Library Project, in visione e da sfogliare indossando guanti bianchi. Al quarto e terzo piano la mostra A Day Like Any Other di Rivane Neuenschwander, continua al piano terra con I Wish Your Wish dove prendo un braccialetto ed esprimo un desiderio.
Thursday, 12 August 2010: Laundry
Mattina dedicata alla lavanderia automatica self-service vicino casa. Portiamo a lavare e asciugare tutta la nostra biancheria sporca. Nessuno ha la lavatrice in casa qui: nel basement, il seminterrato del palazzo in cui siamo ospiti c'è una lavatrice e un'asciugatrice comune a tutti gli appartamenti. Ma a noi i panni sporchi piace lavarli in pubblico, così andiamo alla Laundromat sulla Broadway. Lasciamo i nostri vestiti nell'oblò, compriamo una mini confezione di detergente Tide e una di ammorbidente, la mettiamo in azione e andiamo al bar Jou Jou Cafe sulla W168th. Dopo trenta minuti passiamo 'la robba' nell'asciugatrice e andiamo in giro per il quartiere. Dopo altri trenta minuti le nostre t-shirt, camicie, pantaloni, gonne, calzini e mutande sono puliti, asciutti, caldi, stirati, piegati e profumati.
Where Chilli Pepper Meets Christmas Tree Lights
Dopo lo spettacolo, andiamo a cena in un ristorante indiano nell'East Village: PANNA II - Fine Indian Cuisine. Dopo avere acquistato della birra fresca nel negozio indiano sottostante (molti ristoranti non hanno la licenza per la vendita di alcolici), ci facciamo largo fra i buttadentro dei locali attigui - quello adiacente e concorrente a Panna 2 è gestito dal fratello - ed entriamo in un piccolo mondo rosso. Un soffitto di peperoncini luminosi e lucine natalizie pendenti su un lungo e stretto corridoio rivestito di carta adesiva metallizzata di colore rosso! Seduti al tavolo sembra di stare su un tram, suggestionati anche dal rumore di un motore in nostra prossimità.
L'atmosfera è davvero calda e intima, in compagnia anche di un'amica blatta cosmopolita che impaziente attende di ordinare al tavolo proprio attiguo al nostro...
La cena termina con la faccia stupita e perplessa del cameriere :o che per un disguido non trova la mancia sul nostro tavolo, operazione matematica da non dimenticare mai.
(Per ulteriori info vedi il post TIPPING dedicato alla mancia, The Tip)
Finiamo la serata con un caffè nel cuore di Greenwich Village, nello storico Caffe Reggio - Original Cappuccino Since 1927, ricordando Louisa May Alcott, la Jo ribelle e femminista, autrice di Little Women (Piccole Donne), che risiedeva proprio nell'edificio di fronte.
L'atmosfera è davvero calda e intima, in compagnia anche di un'amica blatta cosmopolita che impaziente attende di ordinare al tavolo proprio attiguo al nostro...
La cena termina con la faccia stupita e perplessa del cameriere :o che per un disguido non trova la mancia sul nostro tavolo, operazione matematica da non dimenticare mai.
(Per ulteriori info vedi il post TIPPING dedicato alla mancia, The Tip)
Finiamo la serata con un caffè nel cuore di Greenwich Village, nello storico Caffe Reggio - Original Cappuccino Since 1927, ricordando Louisa May Alcott, la Jo ribelle e femminista, autrice di Little Women (Piccole Donne), che risiedeva proprio nell'edificio di fronte.
FUERZA BRUTA: Look Up!
Stasera si va a teatro, ad un event-party, per un'esperienza completamente visiva, performativa, musicale, acrobatica, sorprendente... andiamo al Daryl Roth Theatre a vedere lo show FUERZA BRUTA: Look UP!
Chelsea Hotel, High Line, Meatpacking District
Famoso per le vicissitudini di personaggi famosi, a volte tragiche, vogliamo vedere dove è ubicato il Chelsea Hotel, al 222 W della 23sima Strada, fra la 7th e l'8th Ave.
Poi attraversiamo un tratto del nuovo e lungo Parco High Line, una passeggiata nel verde 'selvatico e spontaneo' di un'ex ferrovia, con sedute mobili per il relax e il sole, aromi delle piante lungo il percorso e una bella vista panoramica.
Fino ad arrivare al Meatpacking District, dove ex macellerie si sono trasformate in locali, club e negozi fra i più cool della città.
Poi attraversiamo un tratto del nuovo e lungo Parco High Line, una passeggiata nel verde 'selvatico e spontaneo' di un'ex ferrovia, con sedute mobili per il relax e il sole, aromi delle piante lungo il percorso e una bella vista panoramica.
Fino ad arrivare al Meatpacking District, dove ex macellerie si sono trasformate in locali, club e negozi fra i più cool della città.
Art Gallery District
Anche se è Agosto e molte gallerie sono chiuse, ci addentriamo nell'Art Gallery District di CHELSEA. Ci piace molto quest'area industriale, le gallerie, le officine, gli spazi abbandonati...
Queste gallerie sono i quartier generali del mercato dell'arte, con archivi bellissimi!
Barbara Gladstone Gallery - The Mass Ornament
Perry Rubenstein Gallery - Shred
Bortolami Gallery - Go There Now and Take This With You di Jack Pierson
Andrea Rosen Gallery - Crystalline Architecture
Hasted Hunt Kraeutler - Female Bodybuilders di Martin Schoeller
Pranzo nel piacevolissimo The Half King: The Soup of the Day per Ricky, Two Eggs Any Style With Home Fries & Toast per me... Scrambled...
Queste gallerie sono i quartier generali del mercato dell'arte, con archivi bellissimi!
Barbara Gladstone Gallery - The Mass Ornament
Perry Rubenstein Gallery - Shred
Bortolami Gallery - Go There Now and Take This With You di Jack Pierson
Andrea Rosen Gallery - Crystalline Architecture
Hasted Hunt Kraeutler - Female Bodybuilders di Martin Schoeller
Pranzo nel piacevolissimo The Half King: The Soup of the Day per Ricky, Two Eggs Any Style With Home Fries & Toast per me... Scrambled...
Wednesday, 11 August 2010: B&H
Nel Garment District c'è il negozio per eccellenza di fotografia, video e audio: B&H.
Interamente gestito da commessi ebrei ortodossi e da nastri trasportatori aerei che conducono la merce acquistata direttamente in cassa. Vale la pena fare un giro nello store, per il nuovo e per l'usato, per i professionisti e per i dilettanti. Per i non praticanti, occhio ai giorni di chiusura!
Interamente gestito da commessi ebrei ortodossi e da nastri trasportatori aerei che conducono la merce acquistata direttamente in cassa. Vale la pena fare un giro nello store, per il nuovo e per l'usato, per i professionisti e per i dilettanti. Per i non praticanti, occhio ai giorni di chiusura!
"Finally, A Rice Pudding That Doesn't Suck"
Andiamo in giro per il quartiere di Nolita alla ricerca di un gelato e ci fermiamo ad assaggiare il Rice Pudding al Rice To Riches, ma non è un gelato...
Sulle pareti dello store:
LIFETIME ADDICTION STARTS HERE!
EAT NOW, THINK LATER.
IF THERE'S NO RICE PUDDING IN HEAVEN "I'M NOT GOING!"
Tutti i gusti del momento:
Sulle pareti dello store:
LIFETIME ADDICTION STARTS HERE!
EAT NOW, THINK LATER.
IF THERE'S NO RICE PUDDING IN HEAVEN "I'M NOT GOING!"
Tutti i gusti del momento:
| CINNAMON SLING WITH RAISINS | SEX DRUGS AND ROCKY ROAD | |
| COAST TO COAST CHEESECAKE | REST IN PEACH | |
| COCONUT COMA | THE EDGE OF RUM RAISIN | |
| HAZELNUT CHOCOLATE BEAR HUG | CHOCOLATE CHIP FLIRT | |
| MAN-MADE MASCARPONE WITH CHERRIES | FLUENT IN FRENCH TOAST | |
| OLD FASHIONED ROMANCE TRADITIONAL | STRAWBERRY FLOOZY | |
| SURRENDER TO MANGO | "CATEGORY 5" CARAMEL | |
| UNDERSTANDING VANILLA | THE CORNER OF COOKIES & CREAM | |
| ALMOND SHMALMOND | PROMISE ME PASSION FRUIT | |
| THE MILK CHOCOLATE ONLY RINGS TWICE | PINEAPPLE PAY OFF | |
| TAKE ME TO TIRAMISU |
Nails
Da quando siamo arrivati io mi sono ustionata al sole sotto l'ombrellone, mi si sono gonfiate le gambe e indurite come due pezzi di legno con un bell'eritema solare che va dalla cosce ai piedi, le mie caviglie sono due palle da tennis e i piedi dolgono e sanguinano per delle scarpe che sono comode ciabatte per casa, ma non altrettanto per camminare velocemente su e giù per la Metro, in lungo e in largo per le strade di Manhattan, in una metropoli con più di tredici milioni di abitanti e con distanze chilometriche, sia underground che in superficie.
Da quando siamo arrivati, quando siamo seduti in viaggio in metropolitana, io guardo le mie gambe e i miei piedi e poi abbasso ancora lo sguardo per vedere quello che c'è ai piedi di tuttE. La maggior parte delle donne indossa le Flip-flops modello "Havaianas", le infradito in gomma in tutti i colori, ma la cosa che più mi attira sono le loro unghie. Sì tutte hanno una pedicure perfetta con unghie bellissime, coloratissime, lunghe, corte, squadrate, rotonde, laccate, disegnate... Io provo invidia perché i loro piedi brillano e tutte le forme sembrano armoniose, feminili, sexy...
Sulla strada del ritorno, nel nostro quartiere, sulla 4053 Broadway c'è Royal Nails, entro e chiedo se posso fare manicure e pedicure. Mi fanno scegliere lo smalto, io guardo la gamma fluorescente, poi ne prendo in mano alcuni dalle tinte più scure, ma la ragazza mi dice che fra tutti il ciclamino è very nice. Ovviamente scelgo quello. Mi accomodo sulla poltrona con pediluvio incorporato e al posto di guardare i miei piedi guardo le mie vicine. Le domande sono semplici, ma le varianti - anche se non così tante come il caffè - sono diverse: square, round, oval, short square, natural... Io rispondo che non so, così la ragazza, latina che parla solo spagnolo, annuisce e procede. Desideravo come non mai la cura e la bellezza dei miei piedi, senza troppa invidia per le mani... C'è un sacco di lavoro da fare e la ragazza - di cui non conosco il nome - non alza la testa dai miei piedi, lo fa con cura. Lo stesso per le mani.
Ricky mi aspetta su una sedia, si gode il viavai del 'salone per le unghie', tentato dalla voglia di farlo anche lui, ma è bloccato dalla sua virilità, anche senza lo smalto...
Da quando siamo arrivati, quando siamo seduti in viaggio in metropolitana, io guardo le mie gambe e i miei piedi e poi abbasso ancora lo sguardo per vedere quello che c'è ai piedi di tuttE. La maggior parte delle donne indossa le Flip-flops modello "Havaianas", le infradito in gomma in tutti i colori, ma la cosa che più mi attira sono le loro unghie. Sì tutte hanno una pedicure perfetta con unghie bellissime, coloratissime, lunghe, corte, squadrate, rotonde, laccate, disegnate... Io provo invidia perché i loro piedi brillano e tutte le forme sembrano armoniose, feminili, sexy...
Sulla strada del ritorno, nel nostro quartiere, sulla 4053 Broadway c'è Royal Nails, entro e chiedo se posso fare manicure e pedicure. Mi fanno scegliere lo smalto, io guardo la gamma fluorescente, poi ne prendo in mano alcuni dalle tinte più scure, ma la ragazza mi dice che fra tutti il ciclamino è very nice. Ovviamente scelgo quello. Mi accomodo sulla poltrona con pediluvio incorporato e al posto di guardare i miei piedi guardo le mie vicine. Le domande sono semplici, ma le varianti - anche se non così tante come il caffè - sono diverse: square, round, oval, short square, natural... Io rispondo che non so, così la ragazza, latina che parla solo spagnolo, annuisce e procede. Desideravo come non mai la cura e la bellezza dei miei piedi, senza troppa invidia per le mani... C'è un sacco di lavoro da fare e la ragazza - di cui non conosco il nome - non alza la testa dai miei piedi, lo fa con cura. Lo stesso per le mani.
Ricky mi aspetta su una sedia, si gode il viavai del 'salone per le unghie', tentato dalla voglia di farlo anche lui, ma è bloccato dalla sua virilità, anche senza lo smalto...
Fifth Avenue
La Quinta Strada è la più famosa, la più elegante, la più ricca di negozi. Quelli italiani hanno entrambi le bandiere e la doppia cittadinanza...
Si affaccia su Rockefeller Center e sul negozio Lego dove compri i mattoncini a peso, ma si sa, di questi tempi è meglio investire sul brick & block...
Entriamo da Tiffany & Co., prendiamo l'ascensore - con usciere in divisa - e ci facciamo portare al piano della Spectacular Jewelery (Gioielleria Spettacolare), dove tutto 'sbrilluccica', ma è troppo hollywoodiano, preferiamo salire al Silver...
Poi allo store della Diesel per la T-Shirt del moicano nell'edizione speciale NY...
TRUST STUPID.
STUPID IS GOOD FOR YOU.
THERE'S NO CURE FOR STUPID.
Ed ancora la mecca del giocattolo, da FAO Schwarz, per vedere il piano che suonò Tom Hanks nel film "Big" e incontrare Elmo...
Infine all'Apple Store per giocare con l'I-Phone 4...
"Thank God It's Friday's"
Pranzo sempre sulla 5th in uno dei ristoranti della catena T.G.I. Friday's, che sta per "Thank Goodness It's Friday" ("Grazie a Dio è Venerdì"), tipico con le tende a strisce bianco/rosse, le lampade stile Tiffany, le decorazioni in ottone e una serie di oggetti, mappe e decori di antiquariato.
Sul tavolo un cartello dice:
WE'D NEVER TRY TO GUESS YOUR AGE. (THAT'S WHY WE HAVE TO CARD YOU.)
NON PROVEREMMO MAI AD INDOVINARE LA VOSTRA ETÀ. (ECCO PERCHÉ DOBBIAMO CHIEDERVI LA VOSTRA CARTA D'IDENTITÀ).
Noi decidiamo di bere una Coca Cola e ordiniamo un Jack Daniel's Burger e un Bacon Cheeseburger.
I prezzi sono decisamente più alti di quello che ci aspettiamo per un hamburger, ma la qualità e 'l'altezza' del panino sono decisamente più alte! Ci portano il panino aperto a metà, per vedere bene quello che contiene, per spalmare le salse di accompagnamento e infine schiacciarlo per poterlo addentare con le nostre piccole aperture da spaghetti.
Sul tavolo un cartello dice:
WE'D NEVER TRY TO GUESS YOUR AGE. (THAT'S WHY WE HAVE TO CARD YOU.)
NON PROVEREMMO MAI AD INDOVINARE LA VOSTRA ETÀ. (ECCO PERCHÉ DOBBIAMO CHIEDERVI LA VOSTRA CARTA D'IDENTITÀ).
Noi decidiamo di bere una Coca Cola e ordiniamo un Jack Daniel's Burger e un Bacon Cheeseburger.
I prezzi sono decisamente più alti di quello che ci aspettiamo per un hamburger, ma la qualità e 'l'altezza' del panino sono decisamente più alte! Ci portano il panino aperto a metà, per vedere bene quello che contiene, per spalmare le salse di accompagnamento e infine schiacciarlo per poterlo addentare con le nostre piccole aperture da spaghetti.
Tuesday, 10 August 2010: Metropolitan Museum of Art
Il Metropolitan Museum of Art è immenso, è un museo molto grande, quindi bisogna scegliere cosa visitare di volta in volta, va gustato a tappe, un pò come tutta la città.
'Mettetevi il cuore in pace': NY non si può visitare tutta in una volta sola (soprattutto se è il periodo lungo una normale vacanza turistica), va mangiata a morsi, come una Big Apple (Grande Mela)!
Nella hall ci sono una serie di biglietterie con le tariffe d'ingresso e addirittura alcuni sportelli che utilizzano solo carte di credito. Ma non lasciatevi ingannare dalle guide e dai prezziari ($10/$15/$20), le tariffe sono solo Suggested, ovvero suggerite, in realtà l'ingresso è ad offerta, ognuno può donare quanto vuole. Arrivato il nostro turno abbiamo offerto alla cassiera $3 per 4 adulti e 1 bambino.
Sul tetto bellissima vista su Manhattan e fino al 31 Ottobre potete addentrarvi fra gli intrecci della scultura temporanea di bambù "Big Bambù" di Doug and Mike Starn.
'Mettetevi il cuore in pace': NY non si può visitare tutta in una volta sola (soprattutto se è il periodo lungo una normale vacanza turistica), va mangiata a morsi, come una Big Apple (Grande Mela)!
Nella hall ci sono una serie di biglietterie con le tariffe d'ingresso e addirittura alcuni sportelli che utilizzano solo carte di credito. Ma non lasciatevi ingannare dalle guide e dai prezziari ($10/$15/$20), le tariffe sono solo Suggested, ovvero suggerite, in realtà l'ingresso è ad offerta, ognuno può donare quanto vuole. Arrivato il nostro turno abbiamo offerto alla cassiera $3 per 4 adulti e 1 bambino.
Sul tetto bellissima vista su Manhattan e fino al 31 Ottobre potete addentrarvi fra gli intrecci della scultura temporanea di bambù "Big Bambù" di Doug and Mike Starn.
Little Italy
S.P.Q.R., Novella, Casa Bella, Il Cortile, Il Palazzo, Il Fornaio, Grotta Azzurra, La Bella Ferrara, Positano, Napoli, Da Gennaro, Caffè Napoli, Caffè Sorrento, Da Nico, Giovanna's, La Nonna, Pellegrino's Italian, Il Piccolo Bufalo, Taormina of Mulberry St, Cafe Palermo, Angelo's, Lunella, La Mela, Sambuca's Cafe, Italian Food Center, Alleva prosciutto-soppressata, Piemonte Ravioli Co. Inc., Caffè Roma - Fine Italian Pastries, Benito One, Benito II, Amici II, Buonanotte.
Chinatown: Home fo the Soup Dumplings!
Dopo aver sbagliato innumerevoli corse e direzioni della Metro, finalmente arriviamo all'appuntamento con i nostri amici che ci presentano A., appassionato dell'Italia e della lingua italiana, nonchè di cucina e prelibatezze. Infatti stanno per farcene scoprire una che effettivamente è rimasta latente nella nostra acquolina: il Soup Dumpling! Si va a Chinatown dritti da Joe's Shangai Restaurant, attendiamo e ci fanno accomodare ad un tavolo comune con altri commensali - asiatici, quindi si capisce subito che è apprezzato anche dai connazionali - inoltre il ristorante è segnalato dalle guide di Time Out, come primo buon motivo per andare a Chinatown. Il primo piatto che ti portano di default è la specialità della casa, i Soup Dumplings, ravioli cotti a vapore con ripieno di granchio, maiale e zuppa: una libidine per il palato!
Bisogna solo imparare a gustarlo, il primo è buono, ma il secondo è fantastico! I ravioli sono cotti al vapore quindi molto caldi, si prende un dumpling con la pinza e si adagia sul cucchiaio da zuppa, va mordicchiato sull'alto per farlo 'evaporare', poi succhiare la zuppa e mangiare il ripieno. Mangerete quello che avete già ordinato, ma prima di andare via farete sicuramente un altro giro di Soup Dumplings...
Bisogna solo imparare a gustarlo, il primo è buono, ma il secondo è fantastico! I ravioli sono cotti al vapore quindi molto caldi, si prende un dumpling con la pinza e si adagia sul cucchiaio da zuppa, va mordicchiato sull'alto per farlo 'evaporare', poi succhiare la zuppa e mangiare il ripieno. Mangerete quello che avete già ordinato, ma prima di andare via farete sicuramente un altro giro di Soup Dumplings...
Financial District, Wall Street, Ground Zero, World Financial Center
Riapprodati a Manhattan, eccoci ai piedi dei grattacieli del Financial District, con la testa in su e il naso verso Wall Street, poi giriamo per Ground Zero, un "vuoto" in ricostruzione. Ne seguiamo il perimetro e attraversiamo il World Financial Center, è l'ora di uscita dagli uffici e seguiamo i "finanziari". Ci ritroviamo davanti alla Red "Balloon Flower" Sculpture at WTC, fontana scultura di Jeff Koons.
Lì vicino ci sarebbe il Century 21, lo store che tutti ci hanno consigliato per lo shopping di capi firmati a prezzi decisamente bassi, il tempio delle fashion victims, ma noi saltiamo, abbiamo un appuntamento per cena...
Lì vicino ci sarebbe il Century 21, lo store che tutti ci hanno consigliato per lo shopping di capi firmati a prezzi decisamente bassi, il tempio delle fashion victims, ma noi saltiamo, abbiamo un appuntamento per cena...
Greenwich Village, Central Park, East Village
Ancora un giro per Greenwich Village dove, in Christopher Street Park, scopriamo la scultura di bronzo "Gay Liberation" di George Segal, che rappresenta a grandezza naturale due coppie dello stesso sesso, una di donne e l'altra di uomini, a ricordo del ruolo che questa strada ha avuto nel movimento di liberazione omosessuale, al centro del movimento gay negli anni settanta, diventata un simbolo del Gay Pride.
Poi al Central Park per il SummerStage Festival per vedere The XX.
Ma arrivati al centro del parco l'area del festival era già chiusa al pubblico perché era ad ingresso gratuito, ma già piena. Girando lo sguardo effettivamente il parco antistante era interamente ricoperto di giovani sui plaid in relax in attesa di ascoltare il concerto outdoor... una visione woodstockiana, anche qui non si possono bere alcolici ma sull'erba del prato...
Ed anche questa volta non riusciamo a vedere The XX... In realtà da fuori non si sente molto, così decidiamo di andare a cena nell'East Village al Ristorante Giapponese HASAKI. Ci accolgono con un asciugamano caldo per poi tuffarci su un bell'entree di Tempura con Miso Soup e birra giapponese.
Poi al Central Park per il SummerStage Festival per vedere The XX.
Ma arrivati al centro del parco l'area del festival era già chiusa al pubblico perché era ad ingresso gratuito, ma già piena. Girando lo sguardo effettivamente il parco antistante era interamente ricoperto di giovani sui plaid in relax in attesa di ascoltare il concerto outdoor... una visione woodstockiana, anche qui non si possono bere alcolici ma sull'erba del prato...
Ed anche questa volta non riusciamo a vedere The XX... In realtà da fuori non si sente molto, così decidiamo di andare a cena nell'East Village al Ristorante Giapponese HASAKI. Ci accolgono con un asciugamano caldo per poi tuffarci su un bell'entree di Tempura con Miso Soup e birra giapponese.
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