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Habana

Cena all'Habana Outpost, Home Of The Famous Corn, piacevolissimo locale al 757 di Fulton Street, Brooklyn. L'Habana è il primo Eco-Eatery (eco-ristorante) di NYC. Gli eco-ristoranti utilizzano le pratiche earth-friendly nella loro progettazione, nella costruzione e nelle attività quotidiane. L'Habana mira a ridurre i consumi e a promuovere soluzioni sostenibili. L'URBAN STUDIO BROOKLYN (USBK) ha realizzato dei progetti di architettura sostenibile attraverso workshop all'Habana i cui risultati sono lì visibili, come ad esempio nella Restroom (la Toilet). Mangiamo il the best della casa, il Cuban Sandwich (Voted Best in NYC), una Quesadilla, Fries e beviamo rigorosamente birra Brooklyn Brewery.

Williamsburg

Bedford Avenue è la strada principale di Williamsburg, un quartiere che già dal primo impatto si rivela indie, alternativo, creativo, cool, vintage. Mangiamo da Peter's, nel cortile di un grazioso e accogliente locale al 168 (fra N7th e N8th).
Visitiamo un artist, designer & vintage market a North 6th Street, tra Bedford & Berry: artists & fleas, aperto il Sabato e la Domenica dalle 12 alle 8 pm. I nostri preferiti sono stati:
ASTALI Hand-Crafted Jewelry
GNOME ENTERPRISES Mens +  Womens + Kids Tees Handmade in Brooklyn NYC
ANOTHER WORK IN PROGRESS, Board Game Books, Spiral and Hand Bound Journals & Sketch Books, Photo Albums, Stationary Sets
Proseguiamo su Bedford e scopriamo The Girdle Factory, un mini-mall al 218 Bedford Ave (all'angolo con N5th) con altri bei negozietti: MeMe Antenna, a place for Vintage, Fashion & Music.
Infine shopping da VICEVERSA, Vintage Attire for Men & Women (242, Bedford St - bt N4st and N3St). 
Ulteriori info su unscene :: urban navigator - America's Voice for Independent Business.
Mentre prendiamo un caffè sentiamo un rombo di motori e al nostro sguardo appare una sfilata di cinquantini su Bedford Street. Emozionante!
Newtown Radio - Radio Free Brooklyn!
Free Williamsburg!


Friday, 13 August 2010: Aroma & Shoes

Dopo aver macinato giorni con gambe e piedi gonfi colpiti da un'eritema solare, dopo non aver visto alcuna donna con scarpe con i tacchi, solo flip-flops, scarpe da ginnastica bianche che più bianche non si può e dopo avere fatto un pò di tenerezza ad Angie, ecco che stamattina andiamo dal suo rivenditore di fiducia di scarpe: TIP TOP Shoes, sulla 72sima strada, un negozio a misura d'uomo che vende scarpe tecniche, comode e adatte per camminare con scioltezza e sprint in una città da pedoni come NY. Proviamo sia le NAOT, sia le FitFlop. Scelgo il modello Roma di FitFlop, oggi in saldo a metà prezzo. Le indosso subito, ringrazio la loro Microwobbleboard™ technology e le sento acclamare "Get a workout while you walk"!

Accanto a TIP TOP c'è Aroma, un bellissimo caffè dove ci fermiamo a fare colazione, scoprendo il terrazzo interno al piano superiore (un segreto rivelatoci da Angie). Solo dopo aver risposto alle innumerevoli domande dei cassieri al momento dell'ordine - che continuano sempre a spiazzarci viste tutte le variabili - ordiniamo: un Breakfast ONTHEGO (2 eggs any style with toasted bread, butter & jam > 2 uova 'any style' con pane tostato, burro e marmellata), un Fresh Sandwich Mozzarella (Joe's Dairy mozzarella cheese, tomatoes, basil, balsamic dressing > mozzarella, pomodoro, baisilico e condimento balsamico) e due Small Cappuccino.
  1. "Select Bread: White, Whole Wheat or Light Grain?"
  2. "How would you like your eggs?: Omelette, Scambled, Hard Boiled, Sunny Side Up, Over Easy, Over Medium, Over Hard?"
  3. "Whole or Half?"
  4. "Extras?" 

PS1

Ci spostiamo a Long Island City, nel Queens, per andare al P.S.1. Un'ex Public School (scuola pubblica) che il MoMA ha trasformato in uno spazio per l'arte giovane contemporanea. In corso la mostra Greater New York - New Art in New York Now. Giriamo su e giù per tutti i piani e immaginiamo i bambini scendere di corsa le scale (con le grate di sicurezza), andiamo nei loro bagni, giochiamo in cortile all'uscita da scuola...
In prossimità del P.S.1 c'è un complesso industriale totalmente ricoperto di graffiti: è 5 Pointz: The Institute of Higher Burnin'. 5 Pointz sono i cinque boroughs, i quartieri storici di New York (Queens, Bronx, Manhattan, Brooklyn e Staten Island), è l'epicentro della scena dei graffiti e ospita opere di writers provenienti da tutto il mondo.
Prima di tornare a Manhattan non resistiamo al fascino del Court Square Diner, un diner old style dove ci facciamo un Burger e un Chicken Caesar Wrap con delle fries (patatine fritte) indimenticabili...

Where Chilli Pepper Meets Christmas Tree Lights

Dopo lo spettacolo, andiamo a cena in un ristorante indiano nell'East Village: PANNA II - Fine Indian Cuisine. Dopo avere acquistato della birra fresca nel negozio indiano sottostante (molti ristoranti non hanno la licenza per la vendita di alcolici), ci facciamo largo fra i buttadentro dei locali attigui - quello adiacente e concorrente a Panna 2 è gestito dal fratello - ed entriamo in un piccolo mondo rosso. Un soffitto di peperoncini luminosi e lucine natalizie pendenti su un lungo e stretto corridoio rivestito di carta adesiva metallizzata di colore rosso! Seduti al tavolo sembra di stare su un tram, suggestionati anche dal rumore di un motore in nostra prossimità.
L'atmosfera è davvero calda e intima, in compagnia anche di un'amica blatta cosmopolita che impaziente attende di ordinare al tavolo proprio attiguo al nostro...
La cena termina con la faccia stupita e perplessa del cameriere :o che per un disguido non trova la mancia sul nostro tavolo, operazione matematica da non dimenticare mai.
(Per ulteriori info vedi il post TIPPING dedicato alla mancia, The Tip)

Finiamo la serata con un caffè nel cuore di Greenwich Village, nello storico Caffe Reggio - Original Cappuccino Since 1927, ricordando Louisa May Alcott, la Jo ribelle e femminista, autrice di Little Women (Piccole Donne), che risiedeva proprio nell'edificio di fronte.

"Thank God It's Friday's"

Pranzo sempre sulla 5th in uno dei ristoranti della catena T.G.I. Friday's, che sta per "Thank Goodness It's Friday" ("Grazie a Dio è Venerdì"), tipico con le tende a strisce bianco/rosse, le lampade stile Tiffany, le decorazioni in ottone e una serie di oggetti, mappe e decori di antiquariato.
Sul tavolo un cartello dice:
WE'D NEVER TRY TO GUESS YOUR AGE. (THAT'S WHY WE HAVE TO CARD YOU.)
NON PROVEREMMO MAI AD INDOVINARE LA VOSTRA ETÀ. (ECCO PERCHÉ DOBBIAMO CHIEDERVI LA VOSTRA CARTA D'IDENTITÀ).
Noi decidiamo di bere una Coca Cola e ordiniamo un Jack Daniel's Burger e un Bacon Cheeseburger.
I prezzi sono decisamente più alti di quello che ci aspettiamo per un hamburger, ma la qualità e 'l'altezza' del panino sono decisamente più alte! Ci portano il panino aperto a metà, per vedere bene quello che contiene, per spalmare le salse di accompagnamento e infine schiacciarlo per poterlo addentare con le nostre piccole aperture da spaghetti.

Chinatown: Home fo the Soup Dumplings!

Dopo aver sbagliato innumerevoli corse e direzioni della Metro, finalmente arriviamo all'appuntamento con i nostri amici che ci presentano A., appassionato dell'Italia e della lingua italiana, nonchè di cucina e prelibatezze. Infatti stanno per farcene scoprire una che effettivamente è rimasta latente nella nostra acquolina: il Soup Dumpling! Si va a Chinatown dritti da Joe's Shangai Restaurant, attendiamo e ci fanno accomodare ad un tavolo comune con altri commensali - asiatici, quindi si capisce subito che è apprezzato anche dai connazionali - inoltre il ristorante è segnalato dalle guide di Time Out, come primo buon motivo per andare a Chinatown. Il primo piatto che ti portano di default è la specialità della casa, i Soup Dumplings, ravioli cotti a vapore con ripieno di granchio, maiale e zuppa: una libidine per il palato!
Bisogna solo imparare a gustarlo, il primo è buono, ma il secondo è fantastico! I ravioli sono cotti al vapore quindi molto caldi, si prende un dumpling con la pinza e si adagia sul cucchiaio da zuppa, va mordicchiato sull'alto per farlo 'evaporare', poi succhiare la zuppa e mangiare il ripieno. Mangerete quello che avete già ordinato, ma prima di andare via farete sicuramente un altro giro di Soup Dumplings...

Greenwich Village, Central Park, East Village

Ancora un giro per Greenwich Village dove, in Christopher Street Park, scopriamo la scultura di bronzo "Gay Liberation" di George Segal, che rappresenta a grandezza naturale due coppie dello stesso sesso, una di donne e l'altra di uomini, a ricordo del ruolo che questa strada ha avuto nel movimento di liberazione omosessuale, al centro del movimento gay negli anni settanta, diventata un simbolo del Gay Pride.
Poi al Central Park per il SummerStage Festival per vedere The XX.
Ma arrivati al centro del parco l'area del festival era già chiusa al pubblico perché era ad ingresso gratuito, ma già piena. Girando lo sguardo effettivamente il parco antistante era interamente ricoperto di giovani sui plaid in relax in attesa di ascoltare il concerto outdoor... una visione woodstockiana, anche qui non si possono bere alcolici ma sull'erba del prato...
Ed anche questa volta non riusciamo a vedere The XX... In realtà da fuori non si sente molto, così decidiamo di andare a cena nell'East Village al Ristorante Giapponese HASAKI. Ci accolgono con un asciugamano caldo per poi tuffarci su un bell'entree di Tempura con Miso Soup e birra giapponese.

Sunday, 8 August 2010: Harlem

Ci vestiamo a festa (no bermuda, no ciabatte) per andare a messa ad Harlem. Inizia alle 11 alla Africa Methodist Episcopal Zion Church. Ci fanno accomodare al piano di sopra - come una tribuna di un teatro - e ci raccomandano di non muoverci più da lì. I residenti sono vestiti elegantemente in bianco, gli altri sono evidentemente tutti turisti. Dopo la comunione tutti in piedi per i saluti e a tempo con le mani si canta "Oh Happy Day!"...
Come da programma dopo la messa si va a mangiare soul food da Amy Ruth's. Dopo un'attesa in coda per un tavolo durata circa un'ora e mezza sotto il sole, sperando ne valesse davvero la pena, ho ordinato il piatto The President Barack Obama, pollo BBQ (o a scelta anche fritto, etc.), servito con due side orders (contorni) a scelta e il pane di mais, che in realtà è una torta dolce buonissima.

Coffee Shop Bar

Ritorno a New York City.
Cena al Coffee Shop Bar al 29 di Union Square West.
Il Coffee Shop è sempre aperto 23 ore al giorno, bel locale, ben arredato, elegante e cool, bellissime ragazze all'accoglienza e al servizio dei tavoli, bella musica con acustica perfetta, luce soffusa molto d'atmosfera, ma così tanto low che per leggere il menù mi ci voleva un frontalino...
Tutti i bar a NY hanno le luci molto basse, soffuse, d'atmosfera, luci fioche o candele che dall'esterno sembrano addirittura vuoti e chiusi...
Gli uomini hanno ordinato due appetizers di calamari fritti, io un sandwich con tacchino affumicato nell'homemade croissant e patatine fritte. Con birre e caffè il conto è di $100 dollari, comprende anche i $12 extra per il servizio di cucina in notturna e la mancia.

Thursday, 5 August 2010: Torino > New York

Torino > Amsterdam
Amsterdam > Newark / New York
Partenza da Torino con scalo ad Amsterdam e poi a New York con atterraggio a Newark, nel vicino New Jersey.
Volo fluido con cibi, bevande, coperte, cuscini, cuffiette e schermi su ogni posto con visione di film, telefilm, musica. Per l'occasione io ho visto "The Devil Wears Prada" ("Il Diavolo veste Prada") e Ric "X-Men".
Atterraggio sportivo!

L'aeroporto di Newark ha un comodo servizio bus che ti porta a New York con soli $15 a persona. L'autista ti aiuta a mettere i bagagli nel portabagagli, li spinge con un calcio e poi ti invita a salire a bordo. Alla fermata successiva apre la porta del bus con un calcio e fa salire gli altri passeggeri. È il rush hour, l'ora di punta con il traffico che congestiona tutte le strade e i collegamenti. Attraversiamo un tratto di New Jersey, poi l'Hudson e arriviamo a Manhattan.
Lasciamo i bagagli a casa di Angie e Paolo, un delizioso appartamento degli anni '20 nell'Uptown, a Washington Heights, poi giù al ristorante dominicano Malecon e via a Times Square.
Il jet-lag, il fuso orario, la stanchezza per non avere dormito la notte precedente, l'emozione di essere in 'questa' città, il caldo umido... ma percorrere le strade di Times Square è stato un chock: una quantità esagerata di schermi di ogni tipo, insegne luminose, gente, taxi, bar, una coreografia di massa in piazza, spettatori fuori dai teatri in attesa dell'uscita degli attori dei musical appena visti...
Tutti pazzi per Broadway, per Times Square, per New York City!